NEWS

Casa a Colori come buona pratica di Social Housing

by Città Solare on 3 Novembre 2015

L’Università di Bari, per studiare il problema della ghettizzazione degli immigrati e le sue possibili soluzioni, ha avviato il progetto, finanziato con fondi europei, “Migrovillage: dal ghetto all’integrazione” dove la ricerca “Il disagio abitativo dei migranti in Italia. Best practices per una società migliore” ha citato l’esperienza di Casa a Colori tra gli esempi di buona pratica di Social Housing.

La ricerca condotta da Marcello De Maria e Raffaele Lagravinese, dopo una premessa sulla natura del disagio abitativo in Italia e delle politiche per contrastarlo, elenca una serie di esempi che costituiscono dei validi approcci al problema citando tra essi anche le Case a Colori di Padova e della provincia di Venezia.

Casa a Colori è un progetto di social housing temporaneo: si propone come soluzione abitativa di emergenza per le persone che si trovano senza un alloggio temporaneamente e a rischio di esclusione sociale e allo stesso tempo accoglie per breve/medio periodo chiunque abbia necessità di alloggio a prezzi low cost.

Il valore aggiunto del modello di accoglienza Casa a Colori è proprio nella compresenza e nell’interazione tra persone con vissuti ed esperienze diverse.

Questo riconoscimento premia la professionalità e l’impegno degli operatori coinvolti in tale servizio che permette di alleviare in parte le difficoltà delle persone in stato di bisogno.

Riportiamo di seguito il testo della ricerca:

Scheda_3-Disagio_abitativo

Città SolareCasa a Colori come buona pratica di Social Housing