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Il turismo motore di sviluppo economico del territorio: e l’impatto sociale?

by Qui Padova on 1 Aprile 2016

Mai tanti ospiti sono giunti in Veneto come nel 2015: 17 milioni 250mila 925 arrivi, un record. I dati del Dipartimento Turismo e dalla Sezione Sistema Statistico della Regione, in collaborazione con il Ciset evidenziano un bilancio positivo per l’annata turistica 2015 del Veneto.

È noto che l’indotto economico del turismo può essere significativo per una città, una regione o un intero Paese, ma ora all’industria turistica si chiede di più: valutare l’impatto sociale e migliorare lo sviluppo di un turismo sostenibile per garantire una competitività a lungo termine.

A tal proposito l’Unione Europea propone l’ETIS, European Tourism Indicator System, uno strumento strategico per monitorare, gestire, misurare e migliorare le performance di sostenibilità di tutte le destinazioni turistiche europee.

Il Sistema si compone di una serie di indicatori, di linee guida e un data set. L’attuale Sistema è costituito da 27 indicatori principali e da 40 indicatori opzionali.

Il principio di base sul quale si fonda il Sistema di indicatori è la condivisione della responsabilità, della titolarità e delle decisioni riguardanti una destinazione: un potente mezzo per condurre una gestione efficace delle destinazioni è affidare a un gruppo il compito di riunirsi e collaborare per raccogliere e comunicare informazioni.

L’Italia e il Veneto hanno dato una pronta risposta all’applicazione del sistema. Tra i casi di eccellenza emerge Venezia che è spesso sottoposta a flussi turistici considerevoli concentrati nel tempo e nello spazio. Ciò comporta che un numero considerevole di persone con poco tempo a disposizione chiede di accedere alle stesse attrazioni. I turisti rischiano dunque di restare insoddisfatti o frustrati e i cittadini sono sotto stress per i disagi di una città congestionata. Per una migliore gestione e redistribuzione dei flussi turistici, la città ha sviluppato il progetto Fuorirotta, l’altra mappa di Venezia. Vengono quindi proposti itinerari alternativi a quelli di massa, dove il turista può percorrere la città in maniera consapevole ed inusuale.

Altre città virtuose nell’uso dell’ETIS sono Roma, con Roma Rurale, un progetto di turismo integrato che incentiva pubblico e privato ad una maggiore collaborazione per censire e valorizzare le risorse turistiche territoriali, coordinare le infrastrutture e le attività culturali delle destinazioni partecipanti; Milano, Rimini, Firenze, Roma, Napoli. Queste città, insieme a Venezia, hanno dato vita nel 2013 al network Grandi Destinazioni Italiane Turismo Sostenibile (GDITS) che aderisce alla seconda fase di sperimentazione pilota di ETIS.

Al termine di due anni della fase pilota, i risultati dell’attuazione del sistema ETIS sono stati presentati a Bruxelles durante l’“ETIS Joint Conference 2016”, evento che il 28 gennaio ha coinvolto circa 300 delegati nell’ambito della conferenza della Commissione Europea “Managing and Promoting Sustainable and Accessible Tourism Destinations”.

In questi giorni, presso la Commissione Europea, verrà assegnato il premio ETIS alla destinazione che si considererà come distinta tra tutte in Europa per l’implementazione di ETIS. Un in bocca al lupo alle destinazioni italiane!

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