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Diritto alla Residenza e Diritto al Voto. Un appello ai sindaci italiani

by Nuovo Villaggio on 18 maggio 2016

Le persone senza fissa dimora in Italia si stimano in 50 mila 724, il 2,43 per mille della popolazione regolarmente iscritta presso i comuni considerati dall’indagine ISTAT. Il valore è in aumento rispetto al 2011, quando era del 2,31 per mille, 47 mila 648 persone.

Molte persone senza fissa dimora non hanno la residenza e perdono gran parte dei diritti civili.

Rilanciamo l’appello della fio.PSD e di Avvocati di Strada “Diritto alla Residenza e Diritto al Voto.

Diritto alla Residenza

#dirittoalvoto

Il prossimo 5 giugno si svolgeranno le elezioni amministrative per il rinnovo delle cariche di 1.368 comuni in tutta Italia. Da questo importante momento per la vita del Paese rischiano di essere escluse le oltre 50 mila persone che vivono in strada secondo l’ultima rilevazione fatta da Istat in collaborazione con fio.PSD.

Uno dei problemi più sentiti da queste persone è senza dubbio quello della mancanza della residenza anagrafica, senza la quale si perdono gran parte dei diritti civili e tra questi c’è il diritto di voto attivo e passivo garantito dalla Costituzione italiana all’art. 48 che recita il diritto di voto “non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge”.

Dare la residenza a chi non ha una dimora fissa potrebbe sembrare una questione di difficile soluzione, ma così non è. La legge anagrafica n. 1228 del 24 dicembre 1954 consente a chi vive in strada di prendere la residenza in vari modi: presso la via fittizia dei comuni che l’hanno deliberata, indicando come domicilio la sede di un’associazione o di un’altra struttura dove si è conosciuti, o, come ultima ratio, chiedendola nel proprio paese di nascita.

Con la residenza non si ottiene solo il diritto di voto, ma si consente alle persone di potersi curare, di potersi iscrivere al centro per l’impiego, di poter essere seguiti dai servizi sociali e di poter intraprendere davvero un percorso di recupero che altrimenti diventa impossibile.

Non è ammissibile impedire ad una persona di votare solo perché è povera, ma questo è quello che avviene nella realtà.

A pochi giorni dal voto facciamo dunque un APPELLO A TUTTI I SINDACI dei comuni italiani che andranno al voto perché si facciano garanti del diritto alla residenza delle persone che vivono in strada nel loro territorio, consentendo loro di votare e rispettando un loro diritto costituzionale.

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