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L’ACCOGLIENZA DELLA COOPERATIVA CITTA’ SO.LA.RE. PRESENTATA A MONTECITORIO

by Qui Padova on 7 Marzo 2017

Il docufilm Dove vanno le nuvole, che racconta quattro straordinari modelli di accoglienza e integrazione tra cui quello delle Case a Colori di Padova e Dolo, è stato proiettato lunedì 6 marzo a Montecitorio, presso l’Aula dei gruppi parlamentari

DoveVannoLeNuvoleE’ stata una giornata carica di significato e soddisfazioni per la cooperativa Città So.la.re. che da 14 anni si occupa di accoglienza a migranti, richiedenti asilo, rifugiati e persone in disagio abitativo: il docufilm Dove vanno le nuvole, che racconta anche questo modello della cooperativa padovana, è stato proiettato ieri a Montecitorio alla presenza di parlamentari, giornalisti e personalità del mondo politico e sociale italiano, riscuotendo un enorme successo da parte del pubblico presente in sala.

Il docufilm del regista Massimo Ferrari, racconta quattro straordinari modelli di accoglienza e integrazione nell’emergenza migranti italiana. Un racconto di un viaggio, da Treviso a Riace, passando attraverso Bologna e Padova, tra le esperienze di chi ha avuto il coraggio di provare a trasformare la paura in opportunità e l’utopia in realtà.

Nel docufilm il modello padovano di accoglienza è quella delle Case a Colori della cooperativa Città So.la.re. che trasformano l’accoglienza in un servizio sostenibile e replicabile attraverso un modello di impresa sociale. Realizzano infatti un tipo di ospitalità ibrida che vede la condivisione di spazi tra turisti, ospiti in disagio abitativo inviati dai servizi sociali dei Comuni, richiedenti asilo e rifugiati.

Per noi tutto quello che viene raccontato nel docufilm è normalità: è normale che le persone aiutino il prossimo ed è quindi normale che i nostri ospiti richiedenti asilo aiutino i cittadini dei Comuni presso i quali sono accolti: devono partecipare al mantenimento e alla cura delle strutture nelle quali vivono e devono condividere attività ed esperienze con i cittadini italiani” ha detto Maurizio Trabuio, presidente della cooperativa Città So.la.re. spiegando così la “normalità”, che diventa purtroppo straordinarietà, del lavoro della cooperativa e delle Case a Colori.

Non bisogna fare degli immigrati degli assistiti passivi” ha dichiarato Padre Mussie Zerai, presente alla proiezione, “e grazie a queste quattro esperienze l’Italia ha dimostrato che può dare lezioni anche agli altri paesi europei”.

Al termine della proiezione si è tenuto un breve dibattito per analizzare le vicende raccontante nel docufilm. Moderati dal giornalista Rai Duilio Giammaria, sono intervenuti: Padre Mussie Zerai (sacerdote definito “l’angelo dei barconi” per il suo impegno nel salvataggio dei migranti nel Mediterraneo e già candidato al Premio Nobel per la pace 2015), il regista Massimo Ferrari, la produttrice Gaia Capurso, Antonio Silvio Calo’ (Professore di Storia e Filosofia di Treviso, protagonista di una delle storie), Maurizio Trabuio (imprenditore sociale – Casa a Colori di Padova – protagonista di una delle storie) e Abrham Fa (componente della Compagnia Cantieri Meticci di Bologna, protagonista di una delle storie)

Qui è visibile il trailer del docufilm >> 

Prodotto da Gaia Capurso per MaGa Production,  DOVE VANNO LE NUVOLE andrà in onda a maggio su Sky Arte HD (canali 120 e 400 di Sky).

 

CooperativaCittaSolareLo staff della Cooperativa Città So.la.re., la famiglia Calò e alcuni ospiti della cooperativa, di fronte a Palazzo Montecitorio

Dibattito

Il dibattito seguito alla proiezione: da sinistra Maurizio Trabuio (Presidente Cooperativa Città So.la.re.), Antonio Silvio Calò (professore di storia e filosofia e protagonista di una delle storie), Massimo Ferrari (regista), Padre Mussie Zerai (sacerdote definito “l’angelo dei barconi” per il suo impegno nel salvataggio dei migranti nel Mediterraneo e già candidato al Premio Nobel per la pace 2015), Abrham Fa (componente della Compagnia Cantieri Meticci di Bologna, protagonista di una delle storie) e Maurizio Di Loreti (Direttore della Fotografia)

Assessori_SindacoCona_DellaZuannaPresenze importanti alla proiezione: da sinistra Carlotta Vazzoler (Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Dolo, Marta Burattin (Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Ponte San Nicolò), Michele Tibaldi (Consigliere del Comune di Montegrotto Terme), Alberto Panfilio (Sindaco di Cona), Stefania Donegà (Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Rubano), Gianpiero Dalla Zuanna (Senatore della Repubblica Italiana), Elisabetta Roetta (Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Montegrotto Terme) e Maurizio Trabuio (Presidente Cooperativa Città So.la.re.)

 

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WORKSHOP “SOCIAL HOUSING: NUOVI MODI DI ABITARE”

by Qui Padova on 9 Gennaio 2017

Il 12 e 13 gennaio e il 9 e 10 febbralocandinaio, Cooperativa Nuovo Villaggio, Fondazione La Casa e Idee in rete organizzano il workshop intitolato “Social housing: nuovi modi di abitare. Ripartire dal Social Housing per ripensare le nostre città” presso Casa a Colori a Dolo (VE).

Nelle prime due date, il workshop vede la partecipazione di interessanti relatori quali Gabriele Rabaiotti del Dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano, Docente di Urban Policy Design, Michele De Carli del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova, Esperto di energetica degli edifici, Laura Fregolent del Dipartimento di progettazione in ambienti complessi dello IUAV e Maurizio Trabuio, Responsabile delle politiche di Housing di Fondazione La Casa Onlus.

Nel secondo modulo, invece, i docenti saranno Graziana Tomaino, responsabile area sociale Programma Housing della Compagnia San Paolo di Torino e Giordana Ferri, Direttrice della Fondazione Housing Sociale.

Si approfondirà il social housing come risposta ad una nuova domanda abitativa di chi ha limitate capacità di reddito e per chi somma a questo anche altre fragilità, di natura più o meno temporanea, ma anche come occasione di riqualificazione edilizia e di rigenerazione urbana. Verranno presentate e analizzate best practice italiane e i lavori si concluderanno con un laboratorio di progettazione su un’esperienza locale guidato da Alessio Surian del Dipartimento di Filosofia, Pedagogia e Psicologia Applicata (FISPPA) dell’Università di Padova.

 

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ANCHE CITTA’ SOLARE A PULIAMO IL MONDO, CON LEGAMBIENTE PADOVA

by Qui Padova on 11 Ottobre 2016

C’eravamo anche noi domenica 9 ottobre alla Pulizia degli argini di Brusegana organizzata da Legambiente Padova in occasione di Puliamo il mondo 2016!

I colleghi del settore ambiente della nostra Cooperativa Città Solare hanno fatto parte dello staff di volontari che ha ripulito la zona: dalle foto è possibile vedere la situazione che hanno trovato e l’impegno profuso da tutti, grandi e piccini!

La Cooperativa Città Solare è impegnata da quasi 20 anni nel settore ambientale: questa attività ci permette l’inserimento lavorativo di persone socialmente svantaggiate e di soggetti deboli che versano in situazione di fragilità sociale. Tra i nostri servizi principali abbiamo la raccolta di indumenti da contenitori a marchio Caritas, la gestione di svariati Centri di Raccolta, la raccolta del cartone, dei rifiuti speciali, dell’olio alimentare esausto e la raccolta porta a porta di metalli, verde, umido e imballaggi in plastica.

Con la nostra partecipazione annuale a Puliamo il mondo vogliamo affiancare chi, come Legambiente, difende il nostro territorio e salvaguarda l’ambiente.

All’anno prossimo!

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FOCSIV E ALBERTO TREVISAN A CASA A COLORI

by Qui Padova on 11 Ottobre 2016

Dura una settimana il Programma di formazione generale per giovani volontari in Servizio Civile, organizzato da FOCSIV,  presso Casa a Colori Padova.

I 49 giovani iscritti frequenteranno sessioni di approfondimento e formazione sul significato dell’obiezione di coscienza, sul ruolo dei volontari, sulla cittadinanza globale, su migrazioni, integrazione e co-sviluppo e potranno anche ascoltare interessanti testimonianze di ex volontari in Servizio Civile.

Un programma denso di appuntamenti per i giovani volontari e soprattutto ricco di personalità di spessore tra i docenti, come Alberto Trevisan, uno dei primi e principali obiettori di coscienza nonviolenti in Italia. Alberto ha trascorso ben 18 mesi di carcere negli anni ’70 quando, a 19 anni, ha scelto di non svolgere il servizio di leva obbligatorio e quindi scontare in carcere militare la pena dovuta allora agli obiettori. Da quel momento Alberto ha lavorato e si è impegnato per lo sviluppo del Servizio Civile in Italia e contribuisce come docente ai vari corsi di formazione che si svolgono periodicamente.

La sua esperienza è raccontata nel libro “Ho spezzato il mio fucile“.

Di seguito il Presidente Maurizio Trabuio con Alberto Trevisan, Paola Mariani di Amici dei Popoli (socio FOCSIV) e le organizzatrici del corso.

La nonviolenza non è una pratica “ passiva “ ma assai “ attiva “ in particolare quando si è di fronte a scelte fondamentali e bisogna agire secondo coscienza.”
Alberto Trevisan

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#HomelessZero: “nessuno deve vivere più per strada”

by Nuovo Villaggio on 29 Giugno 2016

E’ iniziata la campagna di sensibilizzazione #HomelessZero  promossa dalla fio.PSD e patrocinata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con un testimonial d’eccezione: Richard Gere.

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La fio.PSD – Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora, è una associazione che persegue finalità di solidarietà sociale nell’ambito della grave emarginazione adulta e delle persone senza dimora. Ne fanno Enti e/o Organismi, appartenenti sia alla Pubblica amministrazione sia al privato sociale, che si occupano di grave emarginazione adulta e di persone senza dimora.

Anche la Cooperativa Sociale Nuovo Villaggio aderisce alla Federazione.

La campagna #HomelessZero promuove e sostiene politiche abitative che incidano sul primo elemento deprivativo della condizione di senza dimora: la casa.

Riconoscere il diritto alla casa significa riconoscere la casa come porta di accesso ai servizi, come luogo sicuro, confortevole e adeguato dal quale partire con un percorso di accompagnamento sociale professionale

L’obiettivo è richiamare il mondo politico, dell’associazionismo, del lavoro, della salute e sensibilizzare la società civile e l’opinione pubblica affinchè partecipi attivamente in una logica di welfare generativo in cui le persone senza dimora siano parte integrante.

A partire dal 7 giugno 2016 per un anno la campagna sarà protagonista di eventi e meeting e vivrà impegni e collaborazioni  in giro per l’Italia.

Prima tappa importante la serata inaugurale della 62° edizione del Taormina Film Fest: un’intera giornata vissuta all’insegna della solidarietà e delle emozioni, ma soprattutto della promozione di azioni concrete con Richard Gere. come testimonial d’eccezione.

 

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Nuovo Villaggio#HomelessZero: “nessuno deve vivere più per strada”

Festival dell’inclusione delle diversità attraverso l’arte per il sociale

by Qui Padova on 23 Giugno 2016

Si è conclusa la prima fantastica due giorni di questa Edizione 0.
Molte persone curiose hanno partecipato per approfondire alcune importanti dimensioni dell’immensa cultura dell’Africa Subshariana, assaggiarne i suoi sapori, lavorare sulle proprie abilità interculturali e ascoltare i racconti di nuovi cittadini arrivati in Italia con sogni e intenzioni.
Anche gli ospiti dell’Ostello a Colori hanno preso parte al progetto.

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Scoprite di cosa si tratta su produzioni dal basso!

Forte Poerio 11/12 giugno 2016

Laboratori Venezia e l’Oriente

Il viaggio continua, è in arrivo un’ondata di laboratori, storie, racconti di persone in movimento
per creare ponti tra Venezia e l’Oriente, tra la terraferma e la laguna. L’amor di conoscenza è ciò che ci guida alla scoperta dell’affascinante cultura mediorientale nei prossimi appuntamenti della rassegna  #FORTinFEST

Per le iscrizioni ai laboratori è facile e non è richiesto alcun prerequisito basta seguire la procedura on line o presentarsi sul posto con adeguato preavviso:
http://www.fortinfest.org/aperte-le-iscrizioni-ai-laboratori/
Noi ci vediamo il 24 al Centro Darsena con il primo laboratorio di Teatro dell’Oppresso ore 11 – 13
http://www.fortinfest.org/laboratorio-teatro-delloppresso/
e poi al Palaplip questo sabato e domenica ore 10 -18 con Manonuda Teatro.
http://www.fortinfest.org/corpo-dascoltomanonuda-teatro/

 

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Qui PadovaFestival dell’inclusione delle diversità attraverso l’arte per il sociale

Diritto alla Residenza e Diritto al Voto. Un appello ai sindaci italiani

by Nuovo Villaggio on 18 Maggio 2016

Le persone senza fissa dimora in Italia si stimano in 50 mila 724, il 2,43 per mille della popolazione regolarmente iscritta presso i comuni considerati dall’indagine ISTAT. Il valore è in aumento rispetto al 2011, quando era del 2,31 per mille, 47 mila 648 persone.

Molte persone senza fissa dimora non hanno la residenza e perdono gran parte dei diritti civili.

Rilanciamo l’appello della fio.PSD e di Avvocati di Strada “Diritto alla Residenza e Diritto al Voto.

Diritto alla Residenza

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Nuovo VillaggioDiritto alla Residenza e Diritto al Voto. Un appello ai sindaci italiani

Nuova stagione di orti solidali. A Bosco di Rubano l’esperienza continua!

by Città Solare on 4 Maggio 2016

Riparte con il piano di coltivazione primaverile l’orto solidale di Casa di Abramo a Bosco di Rubano, che sta ospitando 21 ragazzi di diversi paesi dell’Africa. Ad occuparsi dell’orto quest’anno sono soprattutto Mamady ed Emanuel.

Emanuel, il più estroverso dei due, ci racconta con molto entusiasmo le sue impressioni sull’orto.

DSC02814-min“Avevo già esperienza in Nigeria nel settore dell’agricoltura. Ma ci sono grosse differenze tra il modo di coltivare italiano e quello nigeriano, a cominciare dagli strumenti e dalle nuove tecnologie utilizzate nell’agricoltura intensiva di larga scala, ma anche nell’agricoltura “manuale” degli orti casalinghi. Ad esempio considerando la stessa tipologia di ortaggio piantato la distanza tra le sementi è diversa, così come l’organizzazione dei filari.

Sono qui da 10 mesi quindi fino ad ora ho solo consumato i prodotti dell’orto. Quest’anno invece ho modo di lavorarci e veder crescere le piantine: dal seme, al germoglio, alla pianta, per raccogliere e assaporarne il prodotto. For me this has an esthetic value and an emotional attachment. The contact with nature is magic because it reflects the life: human been is like plants.

Mi piace molto lavorare nell’orto e sto acquisendo conoscenze che mi piacerebbe poter trasmettere ad altri.”.

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Città SolareNuova stagione di orti solidali. A Bosco di Rubano l’esperienza continua!

Buona Accoglienza. Pratiche europee a confronto e il caso italiano

by Qui Padova on 22 Aprile 2016

Le migrazioni forzate hanno una grande influenza sui nostri tempi.Toccano le vite di milioni di esseri umani come noi – sia quelli costretta fuggire che quelli che forniscono loro riparo e protezione. Non c’è mai stato così tanto bisogno di tolleranza, compassione e solidarietà con le persone che hanno perso tutto.

Alto Commissario per i rifugiati Antonio Guterres

 

La cooperativa sociale Città So.La.Re, con esperienza pluriennale nel settore dell’accoglienza richiedenti asilo, insieme a Nuovo Villaggio, Porto Alegre e l’Associazione Migranti onlus, è stata selezionata dal Comune di Piove di Sacco per la co-progettazione dei servizi di accoglienza SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). In caso di approvazione del progetto Città So.La.Re e i partner si occuperanno dell’organizzazione e gestione dei servizi di accoglienza, integrazione e tutela rivolti ai richiedenti asilo.

SPRAR, CPSA, CARA, CDA, CAS sono le sigle che rimandano al sistema di accoglienza migranti in Italia, tematica che è all’ordine del giorno da ormai diverso tempo. Ma in Italia, si può parlare di buona accoglienza?

Nel sistema italiano la rete SPRAR è considerata la più efficiente tra quelli presenti sul territorio nazionale, ovvero rispetto ai centri governativi CPSA (Centri di Primo Soccorso e Accoglienza), CARA (Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo), CDA (Centri di Accoglienza a Breve Termine) e rispetto alle strutture di accoglienza temporanea, CAS (Centri di Accoglienza Straordinari). Nonostante la sua efficienza lo SPRAR nel 2015 ha accolto solo il 19% degli oltre 101.000 richiedenti asilo presenti in Italia, dato in crescita del 54%  rispetto al 2014.

Una ricerca di analisi comparata condotta dalla Fondazione Leone Moressa con il sostegno della Open Society Foundation ha evidenziato gli elementi che caratterizzano la buona accoglienza evidenziando buone prassi da seguire e criticità da migliorare, anche rispetto al sistema italiano.

La buona accoglienza richiede professionalità e qualità dei servizi attivati e una pluriennale esperienza nel settore. Il successo sembra riguardare progetti territoriali che coinvolgono soggetti con pluriennale esperienza nell’ambito dell’asilo e dell’immigrazione come strumento utile agli operatori per trovare adeguate soluzioni a problemi comuni nell’offerta dei servizi di accoglienza, integrazione e tutela. Tali strutture producono un impatto positivo sul territorio in termini sociali ed economici.

Tra le criticità del sistema italiano emerge l’uso di strutture temporanee. Con l’avvento degli ingenti flussi turistici e complice la crisi economica, molte strutture hanno convertito la propria attività ricettiva in accoglienza richiedenti asilo senza avere la consolidata esperienza utile per attuare percorsi di integrazione in rete con altri soggetti e con notevoli difficoltà di gestione.

Con l’avvento degli ingenti flussi migratori degli ultimi anni e complice la crisi economica, Ma vediamo nel dettaglio i principali punti di debolezza del sistema di accoglienza italiano:

  • frammentarietà: solo il 19% dei richiedenti asilo è ospitato presso i centri SPRAR. I centri governativi ospitano il 7,7% degli immigrati e il 70% è risiede presso centri temporanei;
  • forte incremento dei Centri di Assistenza Straordinari: queste strutture sono di difficile gestione e organizzazione e sono cresciute considerevolmente. Basti considerare che i posti SPRAR per i richiedenti asilo sono 20.000 e nel 2015 sono sbarcate 144 mila persone richiedenti asilo;
  • tempi di permanenza: La carenza di posti disponibili nei centri SPRAR ha favorito l’allungamento dei tempi di permanenza nelle strutture straordinarie. Inoltre i tempi di attesa elevati per le richieste di asilo allungano la permanenza nei già pochi posti disponibili nei centri SPRAR, bloccando il turn over dei richiedenti asilo. Nonostante le tempistiche delle Commissioni Territoriali per il Riconoscimento della Protezione internazionale dovrebbero essere di 30 giorni dal tempo di presentazione della domanda e dare successiva risposta entro 3 giorni, il tempo di attesa medio è di circa 12 mesi.

SVEZIABuona pratica in Europa è la Svezia che già entro 6 mesi dà una risposta alla richiesta di asilo. Se la richiesta è accolta è previsto un programma di accompagnamento all’integrazione che ha una durata media di 2 anni.

  • politiche di integrazione dei rifugiati: l’UNHCR ha denunciato la scarsità dei percorsi di integrazione dei richiedenti asilo, evidenziando la mancanza di strategie complessive e di misure specifiche volte a favorire tali percorsi. Questo rappresenta una delle aree più problematiche del sistema d’asilo italiano.

BuSVEZIAona pratica in Europa: Per avere un esempio di best practice a livello europeo sull’inserimento lavorativo restiamo in Svezia, dove la possibilità di accedere al mercato del lavoro è immediata. Il modello svedese crea attività e occasioni di formazione e di istruzione necessari per evitare il disagio dell’attesa (che può durare anni) nei centri di accoglienza, offrendo ai richiedenti asilo opportunità di provvedere a se stessi senza dipendere totalmente dal sistema di accoglienza. La formazione e l’accesso al lavoro rappresentano un investimento per l’inserimento dei beneficiari nel tessuto socio-economico locale.

  • distribuzione sul territorio: la distribuzione dei richiedenti asilo non è uniforme a livello nazionale e in particolare nelle regioni del Nord è forte la presenza dei Centri di Accoglienza Straordinari che, come si è detto, portano problematiche nella gestione e conseguenti tensioni con la popolazione locale.

germaniaBuona pratica in Europa: Il sistema tedesco e quello svedese prevedono la redistribuzione degli immigrati su tutto il territorio nazionale. In Germania ad esempio è prevista l’accoglienza di almeno un centro di accoglienza per ogni stato federato. Per la Svezia invece si sta valutando di stabilire l’obbligatorietà di accoglienza da parte di ogni comune.

In linea con le criticità emersi il decreto legislativo 142/2015 in vigore dal 30 settembre 2015 ha introdotto alcune novità:

  • possibilità di svolgere un’attività lavorativa trascorsi 60 giorni (non più 6 mesi) dalla domanda di protezione internazionale, favorendo così l’accesso al mercato del lavoro da parte dei richiedenti asilo;
  • una maggiore durata del permesso di soggiorno;
  • facilità di accesso alle informazioni in particolare presso i Centri di Informazione ed Espulsione sulla possibilità di presentare domanda di protezione internazionale e distribuendo un opuscolo redatto a cura della Commissione nazionale per il diritto d’asilo;
  • riduzione e rispetto delle tempistiche per la procedura di esame della domanda di asilo;
  • nuovo sistema di prima e seconda accoglienza, favorendo il modello SPRAR.

Seguono il rapporto e gli approfondimenti tematici.

La Buona Accoglienza_Approfondimenti Tematici

La Buona Accoglienza_Approfondimenti Tematici

La Buona Accoglienza_Analisi comparativa

La Buona Accoglienza_Analisi comparativa

 

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Il turismo motore di sviluppo economico del territorio: e l’impatto sociale?

by Qui Padova on 1 Aprile 2016

Mai tanti ospiti sono giunti in Veneto come nel 2015: 17 milioni 250mila 925 arrivi, un record. I dati del Dipartimento Turismo e dalla Sezione Sistema Statistico della Regione, in collaborazione con il Ciset evidenziano un bilancio positivo per l’annata turistica 2015 del Veneto.

È noto che l’indotto economico del turismo può essere significativo per una città, una regione o un intero Paese, ma ora all’industria turistica si chiede di più: valutare l’impatto sociale e migliorare lo sviluppo di un turismo sostenibile per garantire una competitività a lungo termine.

A tal proposito l’Unione Europea propone l’ETIS, European Tourism Indicator System, uno strumento strategico per monitorare, gestire, misurare e migliorare le performance di sostenibilità di tutte le destinazioni turistiche europee.

Il Sistema si compone di una serie di indicatori, di linee guida e un data set. L’attuale Sistema è costituito da 27 indicatori principali e da 40 indicatori opzionali.

Il principio di base sul quale si fonda il Sistema di indicatori è la condivisione della responsabilità, della titolarità e delle decisioni riguardanti una destinazione: un potente mezzo per condurre una gestione efficace delle destinazioni è affidare a un gruppo il compito di riunirsi e collaborare per raccogliere e comunicare informazioni.

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